Racconto: LO STUPRO

11 Luglio 2008 at 10:15 am (Racconti, Sesso, Tutti i messaggi) (, , )

Ho conosciuto via e-mail l’autore del seguente racconto (scritto all’età di 16 anni). Mi ha dato il consenso alla pubblicazione sul blog, quindi lo condivido con voi.

DISCLAIMER: Il racconto che segue è pura opera di fantasia. Qualsiasi riferimento a persone esistenti, realmente esistite o a fatti realmente accaduti è puramente casuale.
In questo racconto sono descritte dettagliatamente scene violente e di sesso.
Se siete minorenni o particolarmente sensibili siete pregati di non proseguire nella lettura.
Chiunque prosegua dichiara implicitamente di essere maggiorenne, consapevole e consenziente.

LO STUPRO

“Tienila ferma Maurizio!”. La voce di Alex era alterata a causa dello sforzo necessario per immobilizzare la ragazza. “Te lo avevo detto di non cambiare il piano, stupido figlio di puttana!… Ma tu non mi stai mai a sentire… Un giorno o l’altro una di queste troie ci scapperà e saremo fottuti tutti quanti…, tu, io e pure Francesco…

Maurizio non badò all’offesa e si avventò sulla sedicenne sdraiata sul sedile posteriore della Mondeo, colpendola allo stomaco con un pugno. La ragazza gridò per il dolore, ma nonostante ciò continuò a scalciare contro il corpo di Alex, che non riusciva ad afferrarla per il collo. Poi un secondo colpo, molto più forte del precedente la raggiunse al fianco destro, immobilizzandola.

Alex non aspettava altro, e le saltò addosso, legandole i polsi e le caviglie con uno spago. Quella era la parte che a Maurizio piaceva di meno; ogni volta che rapivano delle ragazze e riuscivano ad immobilizzarle, Alex le terrorizzava con il suo coltello a serramanico e si faceva implorare a lungo dalle giovani, che piangendo e singhiozzando lo scongiuravano di non far loro del male, che non lo avrebbero mai denunciato. Maurizio trovava tutto ciò una perdita di tempo. Non c’era motivo di illudere quelle troie, perché non potevano assolutamente permettersi di lasciarle vive o di scappare.

Una settimana prima aveva domandato ad Alex il motivo del suo comportamento. “Quelle puttanelle amano prenderci per il culo e ridere di noi; prima ti provocano e poi ti mandano a fare in culo non appena tenti di scambiare una parola con loro. Vedi Maurizio, la notte io mi prendo la rivincita su quelle troie e godo nel sentirle implorare e piangere! Prima di morire devono pregarmi di risparmiare loro la vita…capisci… Tutto questo mi dà un senso di… ONNIPOTENZA!”

Quella era stata la risposta di Alex, e d’altro canto Maurizio aveva fatto una domanda inutile. Lo aveva sempre intuito. Era pazzo, oltre che misogino. Qualche anno prima Alex lo aveva sfidato ad una gara con i coltelli e lo aveva quasi ucciso nella foga della competizione. Maurizio se l’era cavata con dieci punti al braccio sinistro e con una falsa denuncia ad ignoti alla polizia. Alex, dal canto suo, lo aveva quasi ucciso e si era preso un grande spavento quando il sangue dell’amico gli era finito sulla maglietta.

Maurizio fu distolto dai suoi pensieri dalla voce di Alex che lo chiamava: “Tocca a te fratello…” disse porgendogli il coltello, “falle vedere cosa sei capace di fare ad una povera troietta come lei!”

Maurizio guardò la ragazza legata ed imbavagliata; aveva gli occhi stravolti e piangeva in silenzio. Non provava nessuna pietà per lei, anzi, moriva dalla voglia di violentarla e di schiaffeggiarla fino a farla svenire. Siccome dopo avrebbe dovuto faticare a lungo per sbarazzarsi del corpo, voleva che almeno ne valesse la pena.

Mentre Alex si allontanava ridacchiando e si accendeva una sigaretta, scrutò il corpo della ragazza per controllare se l’amico le avesse lasciato dei segni di coltello sulla pelle. Fu felice di verificare che Alex non aveva esagerato. Sorridendo, si chinò sulla giovane, accarezzandole lentamente le cosce ed il seno. Non notando alcuna reazione, la liberò dallo spago che la immobilizzava. Poi le parlò sottovoce:

“Ti diverti Laura, non è vero? Lo so che ti piace farti scopare dai ragazzi più grandi di te. Adesso vedrai, ti farò godere come non hai mai goduto prima, e poi Alex ti ammazzerà con il suo coltello…”

Laura lo guardò senza capire; Alex l’aveva talmente spaventata che ora si trovava in stato di shock e si guardava intorno confusa.

Maurizio si sbottonò lentamente i jeans e le sfilò le Nike ed i pantaloncini aderenti, poggiandoli sul sedile anteriore dell’auto. Poi incominciò a giocherellare con le mutandine della ragazza, accarezzandole i peli pubici ed insinuandole le dita nella vagina. Laura sussultò, come colpita da una scossa, e tentò di ritrarsi contro la portiera della Mondeo, ma Maurizio l’afferrò per le gambe e la tirò fino a sé. La ragazza gridò spaventata e, con le poche forze che le rimanevano, tentò di colpirlo al volto, mirando agli occhi, ma riuscì solamente a graffiargli una guancia e ad aumentare la sua collera. Maurizio infatti le sferrò un pugno allo stomaco, facendole mancare il respiro, dopodiché le strappò di dosso le mutandine e le fece divaricare le gambe con la forza. Nonostante la resistenza della ragazza, la penetrò con foga, stringendole nel contempo i seni tra le mani. Laura singhiozzava e si dibatteva, mentre Maurizio le premeva il viso contro la guancia e la violentava.

Lo stupro durò circa venti minuti, durante i quali Laura Marino continuò a sperare che qualcuno udisse i suoi lamenti, magari proprio i suoi genitori che ormai dovevano aver sospettato che il suo ritardo non fosse dovuto ad un contrattempo, ma ad un problema molto più serio. Sperava che suo padre fosse già in giro a cercarla assieme a Ralph, il suo cane, e che in qualche modo potesse trovarsi nei paraggi e udire le sue urla. Sentiva il peso del corpo di Maurizio sopra di lei ed il suo membro che la penetrava con forza, mentre il ragazzo la apostrofava con i termini più sconci che avesse mai sentito, per eccitarsi maggiormente.

Dopo averla violentata in quella posizione, la obbligò ad alzarsi e, minacciandola con il coltello di Alex, la costrinse a prendergli il pene in bocca. Laura obbedì disgustata ed aprì le labbra per accontentare Maurizio. Sperava ancora che se avesse assecondato le sue richieste sarebbe riuscita a convincerlo a non ucciderla e sarebbe potuta scappare lontano da quell’incubo e da quei mostri che l’avevano rapita. Ma purtroppo per lei, i due amici avevano già deciso che dopo averla violentata e picchiata l’avrebbero strangolata come avevano fatto anche con le altre ragazze e avrebbero sepolto il cadavere nel bosco. Ignara dell’inevitabilità della propria sorte, Laura Marino succhiò il pene di Maurizio, che le stringeva i capelli con la mano sinistra, mentre con la destra impugnava il coltello con il quale la minacciava.

“Brava troia, vedo che ti piace fare i pompini… Potresti fare la puttana… Aspetta adesso… ora girati che ti voglio prendere da dietro…” Maurizio fece piegare la ragazza sul sedile posteriore dell’auto e, dopo essersi succhiato l’indice glielo introdusse nell’ano. Laura sussultò nel sentirsi esplorare dal dito di Maurizio e, piangendo, lo implorò:

“Ti prego… ti scongiuro, mi fai male, lasciami andare per favore… non lo dirò a nessuno…te lo giuro… Non ce la faccio più… ti…prego!”.

Maurizio le guardò le gambe: erano zuppe di sangue e di umori vaginali. L’aveva penetrata con tale violenza da farle sanguinare la vagina. La vista del sangue della ragazza lo impressionò e lo eccitò nello stesso tempo, aumentandogli la turgidità dell’erezione. Incurante delle suppliche di Laura, le introdusse il pene tra i glutei e la sodomizzò da dietro stringendole i capezzoli tra le dita, muovendosi ritmicamente su e giù, senza mai estrarre il membro dalla ragazza. Quando si rese conto che stava per venire le tolse le mani dal seno e le allargò con forza le natiche, facendola gemere dal dolore. Quindi spinse il pene quanto più in fondo poteva e le venne dentro, ansimando dal piacere.

Laura piangeva ormai a dirotto e singhiozzava come una bambina; le sembrava di avere il fuoco tra le gambe. Si portò con cautela le mani alla vagina e le ritrasse sporche di sangue. Colta dalla disperazione si avventò con le poche forze che le rimanevano su Maurizio, gridando tra le lacrime:

“Maledetto bastardo, porco schifoso, ma non ti vergogni di quello che hai fatto? Brutto str0n20… dovresti subire tu quello che mi hai fatto provare… Non sei degno di chiamarti uomo, sei solo…un vigliacco di m3rd@!…Mi fate schifo, tu e quello squilibrato del tuo amico!”.

Maurizio le bloccò le braccia e le sferrò un colpo sulla fronte col manico del coltello. Laura cadde accasciandosi sul sedile, sentendosi mancare le forze. Le si annebbiò la vista e l’ultima cosa che sentì prima di svenire fu la voce del suo stupratore che chiamava Alex.

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19 Commenti

  1. BlackHand ha detto,

    bhè, che succede?
    sei in vacanza o cosa?
    io sto aspettando altri racconti!!!

  2. iosonolibero ha detto,

    @BlackHand: Hai ragione, mi son troppo rilassato ultimamente. Rimedio subito. :-)

  3. Anonimo ha detto,

    mi fate veramente schifo..denuncio questo sito alla polizia.
    è veramente uno scandalo.
    voi godete per queste cose?
    voi due che commentate siete dei stupratori.non vi toccano queste cose?
    anche se non è vero come dite.
    ma io ci credo.
    troppi dettagli troppe cose.
    mi fate schifo.
    ma vergognatevi
    schifosi.se la facessero a voi queste cose?
    che schifo davvero

  4. iosonolibero ha detto,

    @Anonimo: Nessuno di noi approva lo stupro, anzi, lo condanniamo come un crimine gravissimo. Però un’opera letteraria come un racconto può parlare anche di questo. La censura non fa bene a nessuno…

  5. Mia ha detto,

    Per Anonimo io sono una ragazza e non vedo perche devi offendere e solo un racconto che eprime in modo molto chiaro cio che ormai sembra una cosa abbiutuale in questi giorni accendi la televisione e l’ unica cosa che si sente e stuprata ragazza a roma, stuprata ragazza a milano uno degli ultimi un ragazzino di 12 anni. E’ un bene che si parli anche di questo e ti diro di più se chi a scritto questo racconto è uomo a realmente capito quando sia doloroso per una ragazza venire stuprata che non e solo una cosa fisica lo sturo ti lacera l’anima e di fa desiderare di morire ti toglie tutte le forze la dignità la forza di andare avanti è un semplice racconto non puo far male a nessuno ci sono cose peggiori che si vedono in tv e quelle si che e si possono definire stupro…se pensi che la storia del racconto sia vera metti davanti a te un foglio e una penna immagina come si svolga uno stupro scrivilo e vedrai che ti rendererai conto che non è poi così difficile creare una storia come quella totalmente inventata che comunque non è poi cosi lontana dalla verità dei nostri giorni ciao da Mia

  6. iosonolibero ha detto,

    @Mia: grazie del commento, sono d’accordo con quello che hai scritto.

    @Anonimo: Il racconto che hai letto (ma c’era scritto esplicitamente di non leggerlo se la cosa poteva darti fastidio…) è naturalmente un’opera di fantasia al 100%.

  7. Animali ha detto,

    scherzate su una cosa così seria ma..

  8. Anonimo ha detto,

    vergognatavi stupratori

  9. Ale ha detto,

    Sono incappato in questo sito x caso….e devo dire che anche se nn approvo il racconto, a inizio pagina e ben specificato il tema trattato e chi continua la lettura si dichiara consapevole di ciò che legge…quindi evitamo gli insulti….e finendo, proprio tu ANONIMO a meno che nn 6 stupido, cosa che nn penso, hai letto cosa stavi x leggere e hai continuato ugualmente quindi se definisci lui stupratore tu 6 uguale a lui e tutti quelli che han letto. Nessuno quì è stupratore, si è solo curiosi di leggere un racconto che parla di attualita, x quanto brutta sia.

  10. Ale ha detto,

    Spero di nn aver offeso nessuno xkè nn era affatto mia intenzione.

  11. Ale ha detto,

    Sono incappato in questo sito x caso….e devo dire che anche se nn approvo il racconto, a inizio pagina e ben specificato il tema trattato e chi continua la lettura si dichiara consapevole di ciò che legge…quindi evitamo gli insulti….e finendo, proprio tu ANONIMO a meno che nn 6 stupido, cosa che nn penso, hai letto cosa stavi x leggere e hai continuato ugualmente quindi se definisci lui stupratore tu 6 uguale a lui e tutti quelli che han letto. Nessuno quì è stupratore, si è solo curiosi di leggere un racconto che parla di attualita, x quanto brutta sia. Ciao a tutti!!!!!!!

  12. iosonolibero ha detto,

    @Ale: Scusa se pubblico il tuo commento con un po’ di ritardo. Sono stato impegnato per lavoro e ho seguito poco il blog. Non preoccuparti, non hai offeso nessuno, figurati. Ciao!

  13. Lo STUPRO: argomento delicato… « Io Sono Libero ha detto,

    [...] di condannarlo è decisamente sconveniente, e me ne sono accorto leggendo i commenti relativi a questo [...]

  14. Marta ha detto,

    bello :)

  15. Nino ha detto,

    Devi farti skifo da solo saolamente xke hai avuto il coraggio di immaginarla una cs del genere…sei viscido come un verme e odioso come una larva…sei ridicolo…e mi fa impressione ke una ragazza ti abbia dato ragione…credo ke se lei si trovasse nella situazione di laura nn direbbe lo stesso…se volete un consiglio fatevi una doccia di benzina e poi fumatevi na sigaretta!sareste molto piu utili

  16. Anonimo ha detto,

    mi sono eccitato come un mandrillo

  17. Medea ha detto,

    non sono d’accordo con i commenti offensivi sopra di me. trovo giusto parlare di questi argomenti, con dovizia di dettagli…che gli uomini sappiano cosa si prova. non sarà mai abbastanza. e, per una volta, sto parlando da donna

  18. Eleonora ha detto,

    capisco che l’animo umano, sano, faccia fatica a accettare tanta violenza. è comprensibile.

    anch’io scrivo.
    forse anche ciò che scrivo io potrebbe risultare a tratti sconvolgente, a tratti deplorevole, a tratti commovente, a tratti ripugnante, ma il mio scrivere nasce dal brutto. perchè anche il brutto purtroppo fa parte della vita.

    questo racconto è sconvolgente, ma realistico, tremendamente realistico. e quando lo leggo il dolore che provo è quasi fisico.

    è un racconto doloroso.
    so che qualcuno almeno nella fantasia vorrebbe lasciar fuori il dolore. lo capisco.
    ma se nella fantasia vuoi raccontare qualcosa di reale, anche da scrittore, devi accettare quello che la realtà ti insegna.

    ps: e comunque un lettore accorto che conosce le proprie riserve dovrebbe scegliere ciò che sa di poter sopportare.

  19. iosonolibero ha detto,

    Scusate il ritardo con cui approvo i commenti, ma sono stato impegnatissimo.
    Ho letto con interesse ogni intervento e vi ringrazio di seguirmi e leggere questo blog sempre più numerosi. Grazie.

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